La magia del Natale: Gesù Bambino sì o no?

Nostra figlia ha quasi tre anni e il prossimo Natale sarà per lei il primo vissuto in maniera davvero consapevole. Ammirerà le candele e le bocce appese all'albero e non vedrà l'ora di poter finalmente scartare i suoi regali, dei quali parlerà poi per giorni e giorni.

E io non aspetto altro! L'anno scorso non era ancora in grado di esprimere a parole ciò che succedeva attorno a lei. Dopo l'ultimo scatto di crescita, tuttavia, ha iniziato a parlare in maniera inarrestabile. Parla di ciò che le capita e di cose e fatti che catturano la sua attenzione. Per me è dunque giunto il momento di riflettere su come procedere a Natale. Devo raccontarle di Gesù Bambino? Oppure lasciare perdere e spiegarle come stanno realmente le cose?

A tal proposito non posso fare a meno di pensare alla mia infanzia. Ricordo ancora benissimo quella volta che ritagliai dal catalogo dei giocattoli la figura di un elefante di peluche e la incollai sulla mia lista dei desideri, successivamente sistemata in balcone affinché Gesù Bambino passasse a ritirarla. E il 24 dicembre sotto l'albero trovai davvero l'elefantino! Quanto stupore! Quanta gioia! Lo conservo ancora. 

Io e mia sorella andavamo sempre con mio padre a scegliere l'albero di Natale, che poi sistemavamo in soggiorno. Ma gli addobbi comparivano come per magia mentre noi bambine giocavamo in camera aspettando con ansia il suono della campanella, segnale che potevamo tornare in soggiorno. La sera accendevamo le candele, la mamma ci leggeva un racconto di Natale, intonavamo delle canzoni, cenavamo insieme e aprivamo i regali.

Mi è sempre piaciuto moltissimo celebrare il Natale in questo modo. Mentre scrivo vengo colta dalla malinconia, mi ritrovo con gli occhi lucidi, non posso fare a meno di pensare che è proprio così che voglio che i miei figli vivano il Natale. Parlerò loro di Gesù Bambino e terrò viva la magia il più a lungo possibile.

Isabelle, blogger di Hello Family