I bambini e le buone maniere

Un tema a dir poco spinoso: ognuno infatti è convinto che i propri figli siano un modello di buona educazione, e guai a chi osa sostenere il contrario!

La percezione di ciò che costituisce un buon comportamento è però alquanto soggettiva, così come la mia scala dei valori può essere del tutto diversa da quella di qualcun altro. Le priorità variano da persona a persona ma, a partire dai 5-6 anni d’età, esistono delle regole base che dovrebbero valere per tutti e che non smetto mai di ricordare ai miei figli. Se c’è una cosa che mi fa arrabbiare, infatti, è vederli comportarsi male o con scortesia. Con gli adulti e ANCHE con i loro coetanei.

Insegnando al bambino le buone maniere facciamo sì una gran bella figura davanti a nonne, zie & co., ma agiamo soprattutto nel suo interesse. Chi sa comportarsi ed esprimersi in modo appropriato sarà avvantaggiato per tutta la vita. Se vogliamo che in futuro i nostri figli vengano trattati con cortesia, considerazione, rispetto e disponibilità, dobbiamo essere i primi a instillare in loro queste doti. Devono imparare al più presto le regole del vivere civile, ed è un compito che spetta a noi genitori.

Cinque regole base

  • Dire le parole magiche. È lecito aspettarsi che i bambini imparino presto a dire «grazie» e «per piacere». Tra l’altro si tratta di parole facili da pronunciare: vanno solamente associate alle situazioni giuste.
  • Salutare educatamente. Anche in questo caso, i bambini ne sono capaci già in tenera età. Non bisogna pretendere da loro baci e smancerie, se non ne hanno voglia, ma che stringano la mano guardando negli occhi l’interlocutore sì: che meraviglia!
  • Rispetto. Quando ero bambina, mostravo automaticamente rispetto per gli adulti. Mai e poi mai avremmo dato del tu ai genitori dei nostri amici. Se ciò sia giusto o sbagliato è oggetto di dibattito, mentre è inconfutabile che il prossimo vada sempre rispettato.
  • Comportarsi bene a tavola. Restando sul tema delle regole base, è importante che il bambino impari fin da subito a mangiare senza far passare l’appetito agli altri commensali. Per perfezionarsi nel galateo a tavola si può anche aspettare un secondo momento.
  • Cortesia e considerazione. Per i bambini è difficile distinguere tra ciò che si può dire apertamente e ciò che è meglio tacere. Impararlo richiede tempo e in fondo si tratta di una virtù che a volte nemmeno gli adulti padroneggiano appieno. Cortesia non è sinonimo di ipocrisia: essere cortesi significa tenere conto degli altri, trattarli con considerazione e non offenderli. E il bambino comprende presto cosa potrebbe risultare offensivo. In questa categoria rientra anche l’arte di chiedere scusa.  

Cinque strategie

  • Spiegare il significato delle regole del vivere civile. Invece di ostinarsi a inculcare nel bambino tutte le regole possibili, è più sensato spiegargli perché tali regole siano necessarie e quali effetti ottengano.
  • Dare il buon esempio. E farlo con la massima coerenza. Se noi genitori mettiamo in pratica i nostri stessi insegnamenti e trattiamo il prossimo con correttezza e rispetto, ciò si riflette automaticamente sui nostri figli.
  • Spiegare le conseguenze del comportamento. Un bambino non impara l’empatia dall’oggi al domani. Tuttavia possiamo sensibilizzarlo a interrogarsi sui sentimenti altrui e spiegargli le potenziali conseguenze del suo comportamento. È utile anche invitarlo a riflettere sulle sue emozioni in una determinata situazione o su come vorrebbe essere trattato dagli altri.
  • Guardarsi allo specchio. È un invito alla riflessione, ma anche a esortare i bambini a chiedersi come vorrebbero essere visti dall’esterno e come, invece, vengono effettivamente percepiti.
  • Mantenere la calma. Se le buone maniere continuano a scarseggiare, bisogna comunque mantenere la calma. Alzando la voce ci mostriamo incapaci di affrontare la situazione e diamo al bambino la sensazione di averci in suo potere. Criticarlo in pubblico denota scarso rispetto nei suoi confronti: meglio discutere della sua condotta con calma a quattrocchi. Lì per lì sarà sufficiente fargli notare in tutta calma che si sta comportando male.

Nadja, blogger Hello Family