Imparare con i computer

Nella maggior parte delle scuole svizzere, i computer sono oramai diventati uno strumento didattico a tutti gli effetti. Quali opportunità e quali pericoli si celano nel ricorso all’informatica per la formazione e l’educazione di bambini e adolescenti?

Nella maggior parte delle scuole svizzere i computer sono uno strumento di apprendimento normalmente utilizzato da insegnanti e alunni.

Durante la settimana dedicata al progetto, gli allievi si sono occupati di fotografia digitale e hanno imparato a rielaborare immagini al computer. La grammatica, la matematica o le scienze naturali, ad esempio, possono essere esercitate con appositi giochi di apprendimento. Alla scuola elementare di Warth-Weiningen (Turgovia), dal 2003 l’uso del computer fa oramai parte della quotidianità delle lezioni. «In ogni aula si trovano da 3 a 5 computer fissi e 5 computer portatili. Facciamo così parte delle prime scuole del canton Turgovia che, durante le lezioni, lavorano su larga scala con l’informatica», spiega Hanspeter Inauen, insegnante di scuola media titolare di una formazione come «IScout». Attualmente anche gli asili, il sostegno pedagogico e i logopedisti legati alla scuola lavorano in tal senso, a seconda delle loro esigenze. Per l’infrastruttura necessaria sono stati investiti più di 100 mila franchi.

Computer indispensabile con i grandi

Oggi, nella maggior parte delle scuole svizzere, sarebbe inconcepibile rinunciare al computer. Gli studi più recenti sull’uso dei media da parte di bambini e adolescenti mostrano che buona parte del tempo libero viene speso in occupazioni con i mezzi di comunicazione elettronica. Specialmente nel caso dei giovani ragazzi, il computer è ancora più irrinunciabile della televisione. Secondo l’Ufficio federale di statistica (UST), due terzi delle ragazze e dei ragazzi di 15 anni utilizzano il computer di casa più volte la settimana. La generazione più giovane non vive senza Internet. Molti, dopo la scuola, tornano a incontrarsi in rete. Si scambiano le ultime novità nelle chat, giocano a poker, cercano nei cosiddetti portali di «social networking» nuovi amici della loro regione e di tanto in tanto fanno una capatina in google per cercare le soluzioni dei compiti. È così che i giovani trascorrono una parte della loro vita in Internet, creandosi una sorta di identità virtuale.

Il computer nelle scuole svizzere

Anche nella maggior parte delle scuole della Svizzera il computer ha da tempo preso piede. Nel 99 percento delle scuole medie, per esempio, gli allievi dispongono delle infrastrutture necessarie. Sulla base dei dati raccolti dall’UST, inoltre, l’80 per cento di loro sarebbe persuaso di dover assolutamente acquisire solide conoscenze informatiche per la sua futura vita professionale.

Migliore qualità dell’insegnamento

Ma che esperienze fanno le scuole con l’utilizzo del computer a lezione? L’organizzazione mantello degli docenti svizzeri (LCH-Schweizer Lehrerinnen und Lehrer), ha commissionato negli ultimi anni una serie di studi che permette di tracciare un quadro dello stato attuale delle conoscenze e di individuare ambiti di intervento nelle scuole elementari. Gli studi sono stati condotti dall’Istituto per i media e dall’Alta scuola pedagogica della Svizzera centrale a Svitto. Essi hanno permesso di rilevare, come era prevedibile, che nei Cantoni con direttive chiare e un importante sostegno, l’uso del computer e di Internet a scuola è più frequente che nei Cantoni dove questo non è il caso. Decisiva si è anche rivelata la presenza di piani precisi sull’impiego dell’informatica a scuola. Gli studi hanno potuto, inoltre, stabilire che il ricorso ai nuovi media durante i primi anni di scuola può migliorare sensibilmente la qualità dell’insegnamento. I bambini si divertono a imparare con il computer e Internet e nel contempo acquisiscono importanti competenze nell’uso dei mezzi di comunicazione elettronica. Combinato con forme aperte di insegnamento, il ricorso all’informatica permette di promuovere l’apprendimento autonomo, una capacità sempre più importante in una società del sapere in rapido mutamento. Se utilizzati in modo opportuno, i nuovi media possono migliorare sensibilmente l’apprendimento.

Diversi studi mostrano però anche che gli insegnanti, malgrado non dubitino dell’importanza del computer, lo utilizzano soltanto raramente durante le loro lezioni. Spesso manca il tempo per l’approfondimento e la preparazione di attività adeguate. Gli studi giungono pertanto alla conclusione che, in questo ambito, l’aggiornamento e la formazione professionale, nonché la consulenza e il supporto sono decisivi. I nuovi media vengono impiegati soprattutto nelle scuole, dove viene deciso collegialmente un ricorso intensivo all’informatica e che associano quest’ultimo a una visione d’insieme.

Sviluppo di strategie autonome

«Quali le opportunità e quali i pericoli dell’uso del computer a scuola», questo il titolo del lavoro di diploma che Oliver Schmid ha presentato al Dipartimento di scienze dell’educazione dell’Università di Friborgo. Durante l’insegnamento scolastico, il considerevole vantaggio del computer è il numero praticamente illimitato di informazioni alle quali è possibile avere accesso. Ciò aiuta gli allievi a sviluppare strategie e a formare autonomamente le proprie idee. Il computer estende così enormemente la capacità di informarsi e di apprendere in modo indipendente. Presenta, inoltre, il vantaggio di poter sperimentare diverse soluzioni sullo schermo, senza doverle per forza realizzare. Il computer offre senz’altro un interessante potenziale didattico, il valore aggiunto effettivo che se ne può cavare dipende tuttavia molto dal modo in cui lo si utilizza.

«Abbiamo constatato che i bambini si abituano spontaneamente a utilizzare i computer in maniera aperta e curiosa – osserva con soddisfazione Hanspeter Inauen –. I computer consentono un apprendimento mirato e individuale che, grazie ai diversi gradi di difficoltà previsti dai programmi didattici, permette di tener conto dei diversi ritmi di apprendimento degli allievi». I bambini, dal canto loro, apprezzano particolarmente la possibilità di ricevere rapidamente una risposta chiara e neutrale. Il programma per promuovere la lettura "Antolin", ad esempio, a detta di Hanspeter Inauen, in alcuni bambini ha sollevato un vero e proprio entusiasmo per la lettura, così che alcuni allievi hanno letto negli ultimi sei mesi fino a 35 libri, rispondendo alle domande del computer su ognuno di essi. L’importante è utilizzare il computer in maniera mirata e prevedere limiti precisi di tempo. «Si deve fare ricorso al computer quando ciò permette di integrare in modo sensato la lezione. Sono, inoltre, necessarie indicazioni chiare e direttive precise da parte dell’insegnante».

Spazio alla creatività

I giovani, in modo particolare, hanno la possibilità di sperimentare dei comportamenti online e di farne tesoro per la vita. Apprendono, per esempio, che anche in Internet esistono regole di buona educazione e codici di comportamento. Le identità virtuali li aiutano nella ricerca di sé stessi. Il relativo anonimato di Internet permette di superare inibizioni e paure. La comunicazione interpersonale è meno complessa. In Internet, inoltre, possono esercitare la loro creatività. Portali con foto e video incoraggiano all’uso di apparecchi fotografici e videocamere. In molti giochi online sono richiesti approcci inconsueti per risolvere compiti e venire a capo di «missioni speciali».

«I giochi sollevano l’interesse per determinate tematiche e possono anche veicolare conoscenze, se l’intreccio proposto è sufficientemente realistico o se, nel suo carattere fittizio, permette una proiezione di conoscenze reali», rileva Dominik Petko, dell’Alta scuola pedagogica della Svizzera centrale (cfr. l’intervista). Nella società odierna, questo tipo di competenza nell’uso dei media rappresenta una qualifica di importanza strategica.

Apprendimento individuale

Più di 50 esperti di lingua tedesca sono stati interrogati sul futuro dei nuovi media nella scuola nell’ambito di uno studio denominato «Delphi». Si è trattato innanzi tutto di proporre una prognosi dell’evoluzione fino al 2020. I media digitali, secondo le valutazioni emerse dall’inchiesta, diventeranno sempre più importanti. Nel contempo la scuola sarà confrontata ad allievi sempre più eterogenei. I nuovi media potranno fornire un aiuto da questo punto di vista, dato che permettono una maggiore flessibilità e differenziazione secondo le esigenze individuali dell’insegnamento. Fattori chiave per un’evoluzione costruttiva saranno gli insegnanti.


«La priorità è l’obiettivo didattico»

È opportuno ricorrere ai computer per la formazione e lo sviluppo dei bambini? A colloquio con il professor Dominik Petko, responsabile per la ricerca e lo sviluppo presso l’Alta scuola pedagogica della Svizzera Centrale a Svitto.

A suo modo di vedere è opportuno ricorrere ai computer come strumento di apprendimento nelle scuole?

A questa domanda è impossibile rispondere in modo semplice. Dipende sempre da come si utilizza il computer. Si tratta, in effetti, di un mezzo dalle molte sfaccettature, che offre innumerevoli possibilità d’impiego. Esistono programmi di apprendimento senz’altro buoni, ma ne esistono anche di cattivi. La priorità dovrebbe sempre essere riservata all’obiettivo didattico. Si può allora scegliere lo strumento migliore, quello che offre il maggiore valore aggiunto. I computer, d’altra parte, non garantiscono solo un valore aggiunto, ma sono importanti anche, più semplicemente, perché fanno oramai parte della nostra cultura. Per questo è tutt’altro che sorprendente che i bambini si interessino al mondo virtuale dei nuovi media.

Un numero sempre crescente di scuole utilizza l’informatica a fini didattici. Ma il computer riesce veramente a fare breccia nella quotidianità scolastica?

Più dell’80 percento degli insegnanti ricorrere occasionalmente al computer durante le lezioni. Nella scuola elementare sono soprattutto i programmi di apprendimento e i giochi ad andare per la maggiore, ai quali si aggiungono presentazioni al computer da parte dell’insegnante e la redazione di testi. Molti insegnanti utilizzano il computer come avviene nella prassi di tutti giorni, ma purtroppo non nel modo migliore. Non sfruttano, infatti, tutte le possibilità a disposizione. In questo ambito esistono ancora ampi margini di miglioramento: si pensi in particolare al trattamento delle immagini, ai video, alla musica. I risultati di un lavoro di gruppo possono essere documentati anche attraverso un video; è possibile proporre dei portafogli personali su dei blog o redigere in comune dei lavori di gruppo. Sorprende anche che nelle scuole solo raramente venga portata avanti una riflessione sui media e i computer. Perché ci si interessa così poco a come i nuovi media cambiano il mondo? Ritengo che questo sia un importante compito delle scuole e dei genitori. È un ambito dove è ancora necessario molto lavoro di informazione.