Gaming: la responsabilità è un bene e una sfida

Quando bambine e bambini o adolescenti sembrano passare un'infinità di tempo a cimentarsi in giochi come Fortnite, Brawl Stars o World of Warcraft, molti genitori si pongono la domanda: «Rientra nella norma o si tratta di dipendenza?» Queste preoccupazioni sono giustificate, tuttavia spesso dietro lo spiccato entusiasmo per il gaming c'è più di un semplice passatempo.

Una ragazza è felice.

Per molte e molti adolescenti, i videogiochi si trasformano in uno spazio dove possono assumere responsabilità, sperimentare l'apprezzamento e perfino svolgere un ruolo significativo: situazioni che forse mancano in altri ambiti della loro vita. Questo articolo illustra il motivo per cui tale responsabilità può essere sia arricchente che problematica e spiega cosa possono fare i genitori per aiutare i propri figli a trovare un salutare equilibrio.

La ricerca di significato

A prescindere dall'età, ogni persona aspira a sentirsi utile. Avere l'impressione di ricoprire un ruolo importante ci motiva e ci offre un significato. Bambini e adolescenti non fanno eccezione. Soprattutto in un mondo sempre più digitalizzato, trovano spesso nei videogiochi una piattaforma che offre proprio questo: strutture chiare, ruoli definiti e obiettivi raggiungibili.

Perché il gaming può «creare dipendenza»

Giochi come World of Warcraft o Brawl Stars sono molto più di un semplice intrattenimento virtuale. Creano un ambiente in cui le giovani persone possono assumere compiti significativi e responsabilità. Questi aspetti possono spiegare perché il gaming è così attraente e per alcune persone diventa addirittura indispensabile.

Nei giochi cooperativi, tutte le persone partecipanti hanno un compito specifico che è decisivo per il successo del team. Ad esempio, in World of Warcraft vi sono diversi ruoli: il «tank» protegge il gruppo dai danni, il «guaritore» si occupa della salute del team e i «damage-dealer» (creatori di danni) si preoccupano di sconfiggere le avversarie e gli avversari. Un adolescente che gioca nel ruolo di «guaritore» sa che la squadra ha poche possibilità di vincere senza il suo sostegno. Questa sensazione di essere necessari crea un forte legame, non solo con il gioco, ma anche con le sue giocatrici e i suoi giocatori.

Mentre molte giovani persone ricevono poche dimostrazioni di stima o apprezzamento nel quotidiano, spesso le trovano nelle comunità online. Dopo una partita di successo, un semplice «Grazie, ci hai salvato!» da parte delle colleghe e dei colleghi può avere un enorme impatto sull'autostima. Questa conferma positiva è percepita da molte persone come più diretta e gratificante rispetto a quanto vivono in altri ambiti della loro vita.

I giochi multiplayer come Brawl Stars o Fortnite promuovono la collaborazione e il gioco di squadra. In piccoli gruppi si sviluppa rapidamente una forte coesione, e il successo del team diventa una missione personale. Questo sentimento comunitario conferisce alle giovani persone un senso di appartenenza che magari non sempre percepiscono nel mondo reale.

Gilde e clan: casi particolari

Due gamer battono cinque.

Nel mondo del gaming, le persone che giocano da sole spesso si uniscono a gilde o clan, come accade di solito nei cosiddetti giochi «MMO» (n.d.t. dall'inglese «massive multiplayer online») come p. es. World of Warcraft. Qui non sono richiesti soltanto giocatrici e giocatori. Servono anche altre istituzioni e posizioni come responsabili della grafica, redattrici e redattori, gestori di social media, amministratrici di pareri discordanti e molto altro. Non è necessario far parte del team principale per percepire il senso di appartenenza. Così come in una squadra di calcio, dove vi sono anche il custode del campo, la cuoca e la responsabile acquisti, queste posizioni sono necessarie per garantire il funzionamento ottimale all'interno della gilda o del clan. Anche in questo caso, il potenziale di ottenere apprezzamento per le prestazioni fornite è incredibilmente elevato. Posso dirlo sulla base della mia esperienza personale, visto che all'incirca all'età di 15 anni facevo parte del team di un'emittente radio su internet. Ho davvero dato il massimo: al termine delle lezioni mi mettevo subito al PC e facevo il possibile per far crescere il progetto, a volte investivo fino a 30 ore alla settimana, oltre agli impegni scolastici. Si trattava di un atteggiamento «sano»? Probabilmente no e non è stata nemmeno l'ultima tappa della mia vita in cui ho mostrato impegno, oltre alla scuola. Ma senza il mio coinvolgimento di quel periodo, probabilmente oggi non sarei qui. Quindi, qualcosa di giusto in questa scelta deve esserci stato.

Confronto con il mondo reale

La responsabilità che le giovani persone percepiscono nei giochi può essere facilmente paragonata a quella di compiti reali. Immaginatevi un adolescente nelle vesti di capitano di una squadra di calcio. Se non si presenta, è probabile che la squadra non possa giocare. La stessa cosa vale per i giochi online: se manca il tank o il guaritore, l'intero gioco potrebbe andare a monte. La differenza è che spesso i videogiochi sono l'unico ambito in cui le giovani persone possono assumere tali responsabilità. Nel mondo reale, raramente si trovano in una posizione paragonabile. È proprio questo il bello del gaming. Può essere assegnata una responsabilità enorme e le conseguenze del fallimento non hanno gravi effetti sulla realtà, ma tutto sembra reale. Si tratta delle medesime emozioni che accompagnano una persona in tali momenti. Sono presenti tutti questi stati d'animo: dalla paura di fallire o addirittura di perdere fino all'orgoglio.

Per quanto queste esperienze possano essere arricchenti, diventano problematiche quando le ragazze e i ragazzi hanno difficoltà a integrare le loro attività di gaming con gli altri ambiti della loro vita. La responsabilità nel gioco può anche diventare un onere: quando prevale su tutto il resto o si trasforma in un obbligo.

Sfide tipiche

Stress da eccessiva responsabilità

Chi assume un ruolo importante in una gilda o in un team virtuale è spesso sottoposto a notevole pressione. Sovente si tratta di più che solo di giocare. La pianificazione delle strategie, la coordinazione dei membri e la risoluzione dei conflitti all'interno del gruppo assomigliano quasi a un lavoro da manager. Questa responsabilità può diventare schiacciante, soprattutto quando relega in secondo piano altri ambiti della vita, come la scuola o il tempo libero.

Pressione sulle scadenze a causa degli impegni di squadra

Per avere successo, molti giochi multiplayer richiedono tempi di gioco regolari. A titolo d'esempio, se una giovane persona deve partecipare a un torneo importante, potrebbe essere difficile conciliare questa richiesta con i compiti scolastici o gli impegni familiari. Questo tipo di gestione del tempo risulta difficile per le persone adulte, figuriamoci per degli adolescenti. Inoltre, raramente sono le e i giovani stessi ad avere l'ultima parola sulla gestione del loro tempo. Quando i genitori vogliono andare al mercatino di Natale non ci sono scuse che reggono e il motto è: «tu vieni con noi!»

Sensazione di insostituibilità

Un pensiero sicuramente problematico che si insinua in molti giovani è: «Senza di me non se ne fa nulla.» Questa mentalità può portare a mettere in secondo piano i propri bisogni - che sia il sonno, lo studio o i contatti sociali - solo per soddisfare le aspettative del proprio team. La lealtà nei confronti del team si trasforma in auto-sacrificio. Questa situazione può arrivare a coinvolgere la vita professionale e anche in questo caso parlo basandomi sulla mia esperienza personale. Per parecchio tempo ho messo il lavoro davanti a tutto, perché ero convinto che dovessi occuparmi di ogni compito, sapere fare tutto e che i miei impegni personali fossero meno importanti. Il mio lavoro è diventato la mia gilda. Non ho mai imparato a disattivare completamente questo pensiero, ovviamente oggi riesco a gestirlo molto meglio. Però mia moglie di tanto in tanto me lo ricorda.

Cosa può fare un genitore?

Il compito più importante dei genitori è comprendere il comportamento dei loro figli senza giudicare in modo affrettato. Il gaming non è solo un passatempo, può anche essere una piattaforma per la crescita personale. Tuttavia, è fondamentale trovare un equilibrio tra responsabilità digitali e reali.

Molti giochi multiplayer richiedono collaborazione e una chiara comunicazione per raggiungere gli obiettivi collettivi. Giocatrici e giocatori imparano a comunicare efficacemente, a distribuire i ruoli e a coordinare le strategie. Solitamente ciò capita parlando diverse lingue.

Fissate degli orari per il gioco che si integrino nella routine quotidiana. Aiutate i vostri figli a stabilire le priorità, senza tuttavia sminuire l'importanza del gaming.

Fate in modo che vostra figlia o vostro figlio abbia successo e riceva apprezzamento anche lontano dallo schermo, ma in ambiti ritenuti importanti da lei / lui, non da voi. Lo sport, gli hobby o le attività di volontariato possono essere un buon complemento.

Parlate apertamente delle sfide legate al gaming e mostrate comprensione per i sentimenti di vostra figlia o vostro figlio. Ciò permette di creare una base per la fiducia reciproca.

Questo suggerimento va naturalmente preso con le pinze, ma sono fermamente convinto che un «clan familiare» rappresenti un incredibile arricchimento per tutti i membri della famiglia. Ogni membro della famiglia riceve un compito all'interno del clan, al giorno d'oggi creare un sito web non rappresenta un grande investimento e i benefici, soprattutto dal punto di vista dei genitori, sono inestimabili. La cosa peggiore che potrebbe capitare è che ci prendete gusto e vi ritrovate confrontati anche voi con la questione della  responsabilità. A proposito, a tale riguardo c'è un esempio fantastico: la storia degli «Unicorns of Love», un clan che ha iniziato come impresa familiare.

Il gaming non è né buono né cattivo: dipende da come lo si affronta. Per le e gli adolescenti può essere una preziosa opportunità per assumersi responsabilità e ottenere apprezzamento. Allo stesso tempo presenta delle sfide che non andrebbero sottovalutate. I genitori che ne parlano apertamente e con interesse con i propri figli possono contribuire a fare del gaming una parte arricchente della loro vita, non una fonte di stress.

Il gaming come opportunità di trovare significato

Una madre e un bambino sono seduti insieme davanti al laptop e al tablet.

Il desiderio di apprezzamento e responsabilità è un bisogno umano universale, particolarmente pronunciato fra i giovani. Questa ricerca di significato non è né nuova né negativa, semplicemente nel mondo digitale molti giovani trovano un modo particolare per accedervi attraverso il gaming. I videogiochi offrono uno spazio dove è possibile assumersi delle responsabilità e ottenere apprezzamento in un ambiente sicuro e strutturato, mentre si alternano a rivestire ruoli diversi, quasi come se stessero facendo uno stage. Ma perché è così importante e come possono genitori, pedagoghe e pedagoghi supportare questo sviluppo?

Perché la responsabilità è importante

Da tempo, il gaming non è più considerato solo un hobby. Per molti adolescenti rappresenta una piattaforma dove possono sviluppare abilità e rafforzare legami sociali. Ecco tre motivi principali per cui questa responsabilità è di grande importanza:

Crescita personale tramite la responsabilità

Nel mondo virtuale, le giovani persone imparano a gestire situazioni complesse. Sviluppano strategie per affrontare con successo le sfide e constatano quanto sia indispensabile il lavoro di squadra. Un giocatore che, ad esempio, agisce come capo di una gilda o di una squadra, si esercita quotidianamente nell'organizzazione, nella pianificazione e nella risoluzione di problemi. Queste esperienze promuovono l'autonomia e la capacità di prendere decisioni sotto pressione, importanti abilità per il futuro.

Quattro bambine e bambini tengono le loro teste unite e guardano in basso verso l'obiettivo.

Rafforzare i legami sociali

Molte amicizie nascono oggi in spazi virtuali. La collaborazione durante il gaming non solo stimola lo spirito di squadra, ma anche l'empatia e la fiducia. Le giovani persone sviluppano relazioni che sono spesso altrettanto profonde e significative come le loro amicizie nel mondo reale. Queste reti sociali offrono supporto, assistenza e un forte senso di comunità.

Competenze trasferibili nella vita quotidiana

Le capacità sviluppate nei videogiochi si possono spesso trasferire direttamente nella vita quotidiana. Sia che si tratti di coordinare un team, di risolvere conflitti o di perseguire obiettivi a lungo termine: tutte queste qualità sono di inestimabile valore anche nella vita professionale. Le giovani persone che assumono ruoli di leadership nei giochi sviluppano capacità che in seguito sono richieste in ambiti come la gestione di progetti o l'organizzazione.

Conclusione: il gaming come ponte verso un futuro colmo di significato

La responsabilità che le giovani persone assumono nei videogiochi non è un segno di dipendenza, bensì espressione di un profondo bisogno di significato e comunità. Se sfruttate correttamente, queste esperienze possono costituire una preziosa base per lo sviluppo personale e professionale.

Invece di considerare il gaming un problema, dovremmo vederlo come un'opportunità. Offre alle giovani persone l'opportunità di assumersi responsabilità, di ottenere apprezzamento e di sviluppare importanti competenze sociali e personali. Con il giusto sostegno da parte di genitori, pedagoghe e pedagoghi, i giovani possono trarre il massimo dalla loro esperienza di gioco e scoprire un mondo di opportunità, dove proprio queste qualità sono decisive.

Informazioni sull'autore

Matthias Zander è un educatore abilitato (con diploma conseguito in Germania) con oltre due decenni di esperienza nel settore dei videogiochi. Matthias vive in Svizzera dal 2020 con la moglie e i quattro figli. È particolarmente interessato al modo in cui i media, che secondo lui costituiscono una risorsa nella vita quotidiana dei nostri figli, possono incoraggiare metodi di apprendimento creativi ed efficaci.

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