Perché i videogiochi aiutano i figli: crescita personale e professionale

Mentre alcuni genitori esprimono preoccupazione per gli effetti del gaming, studi attuali dimostrano che i videogiochi non solo sono divertenti, ma possono anche far sviluppare abilità preziose per la vita professionale. In questo articolo esaminiamo come il gaming contribuisca allo sviluppo di soft skills e hard skills e quale ruolo abbiano i game-based-assessments. 

Un ragazzo indossa le cuffie e guarda un computer portatile.

I videogiochi sono ormai parte integrante della vita quotidiana dei nostri figli. Nella Generazione Z, ossia le persone nate tra il 1995 e il 2010, ben il 90% gioca per più di sette ore alla settimana. È una quantità enorme. La Generazione Alpha (persone nate tra il 2010 e il 2025) va persino oltre.

Il gaming e lo sviluppo di soft skills

I cosiddetti soft skills, ovvero le competenze sociali ed emotive, sono oggi cruciali per il successo professionale. I videogiochi offrono numerose possibilità per sviluppare queste capacità. Uno studio dell'Università di Houston del 2024 dimostra che i videogiochi contribuiscono allo sviluppo di competenze quali il problem solving, il lavoro di squadra, la gestione e la fiducia in se stessi. Queste caratteristiche sono di grande utilità nell’ambito professionale.

Molti giochi multiplayer richiedono collaborazione e una comunicazione chiara per raggiungere obiettivi comuni. Le persone che giocano imparano a comunicare con efficacia, a distribuire ruoli e a concordare strategie. E ciò avviene per lo più attraverso diverse lingue. 

I giochi complessi mettono continuamente alla prova le bambine e i bambini con sfide che richiedono pensiero creativo e soluzioni flessibili. Le persone che giocano sviluppano la capacità di affrontare i problemi sistematicamente e di imparare dagli errori. La capacità di risolvere problemi va di pari passo con la capacità di tollerare la frustrazione. Entrambe vengono sviluppate in modo eccellente con i videogiochi.

In contesti di gioco che variano rapidamente, le persone che giocano devono essere capaci di prendere decisioni molto velocemente e valutarne le conseguenze. Questo stimola il pensiero analitico e la capacità di agire sotto pressione, e ciò avviene in grande misura e solitamente in modo rapido e continuativo.

I momenti difficili di un gioco insegnano la pazienza e la disposizione a proseguire nonostante gli ostacoli: ottime qualità anche per la vita professionale. Come già menzionato, la tolleranza alla frustrazione va di pari passo con la capacità di risolvere i problemi. In questi casi si parla di «interdipendenza»: entrambe le cose dipendono l'una dall'altra e si influenzano reciprocamente. Si tiene duro solo se si è ancora disposti ad affrontare le sfide. Potrebbe accadere che un nuovo tentativo diventi la goccia che fa traboccare il vaso, ma ciò nonostante occorre trovare nuove strade per affrontare il problema. 

Il gaming e lo sviluppo degli hard skills

Operai della manutenzione stradale stanno in un grande cantiere di un edificio e guardano un bigliettino.

Oltre ai soft skills, i videogiochi stimolano anche abilità tecniche e cognitive: 

  • Flessibilità mentale: Le giocatrici e i giocatori devono adattarsi a condizioni di gioco mutevoli, il che rafforza la flessibilità mentale e la capacità di adattamento. 
  • Capacità di orientamento spaziale: Molti giochi richiedono di navigare in ambienti 3D, cosa che migliora il pensiero spaziale. 
  • Multitasking e gestione dell'attenzione: Nei giochi ricchi di azione, chi gioca deve affrontare più compiti assieme, gestire efficacemente l’attenzione e non perdere la concentrazione. 
  • Competenze tecniche: L'interesse per i giochi può motivare bambine e bambini a interessarsi di informatica, programmazione o graphic design. Dal momento che non possiamo prevedere dove ci condurrà la tecnologia nei prossimi dieci anni, tale questione è tutt’altro che trascurabile. 

 

Game Based Assessment: Nuove strade per lo sviluppo professionale del personale

I Game Based Assessment (GBA) utilizzano elementi d'intrattenimento o addirittura direttamente videogiochi per valutare le abilità e le caratteristiche di candidate e candidati. Questo metodo offre diversi vantaggi: 

Scenari realistici 

A candidate e candidati vengono assegnati compiti ludici con sfide realistiche che riflettono effettivamente le loro capacità. L'aggettivo realistico in questo contesto non significa necessariamente che debba trattarsi di una simulazione, ma che la situazione riflette il più possibile il livello di stress, anche se ciò avviene in modo figurato. 

Coinvolgimento e motivazione 

Elementi ludici e/o giochi aumentano la motivazione e riducono lo stress tipicamente associato ai test tradizionali. Da non confondere con la «gamification», in cui si utilizzano elementi tratti dai videogiochi per creare un certo tipo di sistema di interazione e ricompensa. 

Dati variegati 

Il GBA permette la raccolta di un'ampia gamma di dati comportamentali che forniscono un’immagine ben definita sulle competenze di candidate e candidati. Dai test tradizionali, come i test a scelta multipla, era possibile trarre qualcosa solo cercando di andare sotto la superficie. Con i videogiochi, invece, la situazione è differente, in quanto le competenze devono essere messe direttamente alla prova, pur in uno scenario diverso. 

Il gaming nel mondo professionale: Esempi pratici

I videogiochi hanno fatto il loro ingresso nel mondo del lavoro. Le aziende riconoscono sempre più il potenziale del gaming per formare il personale e identificare i talenti. Qui vi proponiamo alcuni esempi concreti: 

Durante una riunione, un uomo indica un punto su una mappa.

L'azienda di consulenza utilizza simulazioni per formare dirigenti nei processi decisionali. Uno scenario ludico, ad esempio, riproduce una negoziazione complessa durante la quale le dirigenti e i dirigenti devono dimostrare capacità negoziali e di coordinamento del team. Così è possibile individuare subito chi riesce a mantenere il sangue freddo in situazioni di stress, competenze che vengono messe alla prova anche in giochi multiplayer come, p.es., «League of Legends». 

Un adolescente con le cuffie è seduto davanti al computer.

PwC impiega un proprio assessment gamificato, nel quale le candidate e i candidati risolvono problemi in un ambiente aziendale virtuale. Analizzano dati, comunicano con colleghe e colleghi fittizi e prendono decisioni strategiche. Chi è abituato a giocare con simulazioni economiche complesse, in questi contesti si trova spesso in vantaggio. 

I simulatori di volo della Lufthansa sono da decenni una componente fissa nella formazione di pilote e piloti. Questi «giochi» realistici non solo aiutano ad allenare le capacità tecniche, ma sviluppano anche la capacità di risolvere problemi e la gestione dello stress. 

Aziende come SAP utilizzano elementi ludici per presentare alle nuove collaboratrici e collaboratori i propri valori aziendali e i processi interni. Un sistema di «raccolta punti» opure vere e proprie sfide rendono l'approccio interattivo e fanno sì che collaboratrici e collaboratori si orientino più velocemente. 

Collaborazioni con scuole e iniziative educative

Anche a scuola, i videogiochi vengono utilizzati sempre più spesso per sviluppare i processi di apprendimento. È uno strumento che rende più vivace l'insegnamento, trasmette contenuti complessi e coinvolge attivamente le studentesse e gli studenti. Ecco alcuni esempi di successo: 

Minecraft Education Edition

Questa versione di «Minecraft», pensata appositamente per la scuola, è utilizzata in tutto il mondo per avvicinare alunne e alunni a temi come geometria, storia e informatica. Ad esempio, possono collaborare per ricostruire edifici storici come il Colosseo o creare simulazioni che riproducono l'ecosistema di un bosco. Così, oltre ad apprendere contenuti, acquisiscono anche capacità di lavoro di squadra e progettazione. 

«Classcraft» per il lavoro di squadra e la motivazione 

In questa piattaforma gamificata, le alunne e gli alunni lavorano in gruppi per risolvere compiti e accumulare punti. Un insegnante, ad esempio, potrebbe proporre una sfida di matematica in cui le/gli allieve/i ricevono punti esperienza per ogni compito risolto correttamente. Così l'aula si trasforma in un'avventura cooperativa. 

Roblox Studio per la programmazione

Molte scuole utilizzano Roblox per insegnare programmazione ad allieve e allievi. I bambini creano i propri giochi e apprendono principi fondamentali della programmazione come variabili, cicli e eventi. Diverse scuole negli Stati Uniti hanno già ottenuto successi notevoli con questo approccio: Le alunne e gli alunni sviluppano progetti giocando e scoprono la loro passione per la tecnologia. 

Consigli pratici per i genitori

Per promuovere gli aspetti positivi dei gaming, i genitori possono seguire alcune linee guida:

Assicuratevi che i giochi siano adeguati all'età e alla maturità dei vostri figli. Ciò non significa che l'età minima consigliata indicata sulla confezione sia necessariamente applicabile a vostra/o figlia/o. La conoscenza che avete di vostra/o figlia/o conta più di un consiglio formulato in senso generale. Ciò non significa che le indicazioni relative all’età consigliata siano di per sé errate, ma restano appunto soltanto un’indicazione di massima. E tale indicazione non si applica per forza anche a vostra/o figlia/o. 

Concordate con vostra/o figlia/o tempi di gioco adeguati che lascino spazio anche ad altre attività. Anche in questo caso vale la regola: Siete voi a sapere meglio quanto tempo è quello giusto; durante il fine settimana il gioco può anche durare di più ed essere più intenso, ma non è obbligatorio. 

Parlate regolarmente delle esperienze di gioco di vostra/o figlia/o e mostrate interesse per i suoi progressi e le sue sfide. A seconda del gioco, le sue parole potrebbero suonarvi come un gergo tecnico incomprensibile. Mantenete la calma, ascoltate e fate domande, anche se potreste essere percepiti come «superati» da vostra/o figlia/o. 

Se vostra/o figlia/o gioca a un gioco come «Minecraft», prendetevi il tempo per giocare insieme. Per esempio, costruite insieme una casa. Questo non solo rafforza la vostra relazione, ma vi fornisce anche informazioni sulle capacità di vostra/o figlia/o. 

Spiegate a vostra/o figlia/o come i giochi vengano effettivamente utilizzati nella formazione professionale. Questo dimostra che il gaming è più di un semplice divertimento: è anche una preparazione alla realtà. 

Concentratevi su giochi che non solo intrattengono, ma sviluppano anche competenze. Giochi come «Portal 2» allenano il pensiero logico, mentre «Cities: skylines» richiede pianificazione urbana e pensiero strategico. 

Sostenete i giochi che incentivano il comportamento cooperativo, la creatività e le capacità di risoluzione dei problemi. Non devono necessariamente essere giochi che mostrano in modo esplicito tali caratteristiche. 

Siate consapevoli del vostro comportamento mediatico e dimostrate un utilizzo equilibrato dei media digitali (qualunque sia il senso che attribuite in questo contesto al termine «equilibrato»). Da parte mia, ho un rapporto molto aperto e intenso con i media e i videogiochi, anche con i miei figli. Non chiedete ai vostri figli ciò che voi stessi non siete in grado di fare o dimostrare, perché alla fine rischiate solo di perdere credibilità. 

Per concludere: Gaming come ponte tra infanzia e carriera

A scuola, al lavoro o nello sviluppo personale, il gaming può offrire molto di più che semplice divertimento. Riconoscendo e accompagnando attivamente le modalità dei nostri figli, possiamo prepararli per un futuro digitale dove competenze come la risoluzione dei problemi, il lavoro di squadra e la creatività sono fondamentali. Contemporaneamente, l'integrazione dei videogiochi nella routine lavorativa ci dimostra che il gioco può rappresentare un ponte tra l'infanzia e la carriera. Invece di considerare il gaming solo come un'attività per il tempo libero, dovremmo vederlo come un'opportunità per promuovere talenti e interessi delle nostre bambine e bambini, oggi e per il futuro. 

Informazioni sull'autore

Matthias Zander è un educatore abilitato (con diploma conseguito in Germania) con oltre due decenni di esperienza nel settore dei videogiochi. Matthias vive in Svizzera dal 2020 con la moglie e i quattro figli. È particolarmente interessato al modo in cui i media, che secondo lui costituiscono una risorsa nella vita quotidiana dei nostri figli, possono incoraggiare metodi di apprendimento creativi ed efficaci.