Scuola e educazione
La blogger di Hello Family Deborah

Come stimolare la motricità fine di bambine e bambini

Tagliare, colorare, fare un fiocco – tutto questo rientra nel campo dello sviluppo infantile. Sono attività che noi genitori possiamo stimolare. La blogger Deborah ci svela cosa ha funzionato con i suoi figli. E cosa non ha funzionato per niente.

Ci sono bambine e bambini che già all'età di due anni mettono lo smalto per piccoli sulle unghie dei genitori con precisione. Oppure quelli che a tre anni sanno già tagliare i cetrioli a rondelle sottili. E poi ci sono altri bambini – come me ad esempio – che imparano a tagliare bene in seconda elementare. Io sono convinta che dipenda molto dalla predisposizione e dall'interesse della bambina e del bambino. Se sono abili con le dita e hanno una buona coordinazione mano-occhio si interesseranno maggiormente alle attività di motricità fine. Da mamma di tre bambini molto diversi tra loro posso dire che la motricità fine si può stimolare sempre. Indipendentemente dalle doti di bambine e bambini.

Nel caso dei miei figli più grandi ho fatto l'errore di insistere con i lavoretti di bricolage. Con forbici, colla, carta e pietruzze colorate. Più tardi ho scoperto che per loro era troppo impegnativo. Riuscivano a concentrarsi sul lavoro per due minuti al massimo. Dopodiché perdevano interesse e la mamma doveva concludere il lavoro da sola. Alla fine erano tutti frustrati: i bambini perché avevano davanti agli occhi la prova della loro incapacità e la mamma perché le sue buone intenzioni, l'impegno e il tempo non erano serviti a niente.

Eppure c'era una cosa che i miei figli facevano molto volentieri e che stimolava a meraviglia la loro motricità fine: mi aiutavano in cucina e a fare i dolci. Pesavano, schiacciavano, sbucciavano, tagliavano, riempivano, mescolavano e bucherellavano. Sono tutti esercizi fantastici per i bambini piccoli. Ma non glielo facevo fare sempre, perché con i figli maggiori non avevo né il tempo né la pazienza per farlo. E poi alla fine regnava il caos.

Con il terzo figlio ho provato a promuovere la motricità fine in un altro modo. E lui era un bambino a cui il bricolage piaceva davvero. Stava anche un'ora a infilare perline colorate, pasta, semi o glitter nella pasta di sale e modellava dinosauri colorati con la plastilina. Ha iniziato a tagliare in maniera del tutto naturale. Prendeva le forbici e provava a tagliare ogni tipo di materiale. Per fortuna non è mai riuscito a farlo con la maglietta. Inoltre, io l'ho coinvolto attivamente nelle faccende domestiche. Gli facevo dosare il detersivo, prepararmi il caffè o pelare le carote per l'insalata. A quasi quattro anni, grazie alla sua ottima motricità fine, è più che pronto per la scuola dell'infanzia.

È sempre importante osservare attentamente lo sviluppo della motricità fine. Alla scuola dell'infanzia in ogni caso ci sarà anche l'insegnante a tenerla sott'occhio. Perché ci sono bambini che hanno un disturbo congenito dello sviluppo delle capacità motorie fini. Non importa quanto tempo si dedichi a questi bambini, la loro abilità sarà sempre peggiore rispetto a quella dei loro coetanei. Ciò può causare molta frustrazione e una scarsa autostima. Quindi, in caso di dubbio, è opportuno rivolgersi a un professionista: che sia il pediatra o l'insegnante di sostegno scolastico. Questi bambini, se supportati con l'ergoterapia o la terapia psicomotoria, possono fare progressi incredibili.

Ovviamente tutto con i loro tempi. Come si sa, l'erba non cresce più veloce se la si tira.

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