Le ragazze e i ragazzi teenager hanno bisogno di spazio per percepire se stessi. Per sperimentare, per mettere alla prova i limiti, anche i propri. Hanno bisogno di questi momenti in cui non c'è nessuno a controllare. Devono prendere decisioni senza di noi lì accanto ad approvare tutto. Devono commettere errori di cui poi devono gestire le conseguenze.
Ovviamente sembra più facile a dirsi che a farsi. Quello di cui non hanno sicuramente bisogno, è il controllo dissimulato. Commenti del tipo «È solo per sapere...» oppure le missioni segrete per geolocalizzare l'iPhone e controllare le posizioni. Se non l'avete deciso prima insieme, è molto probabile che reagiscano chiudendosi, restando in silenzio o mostrando testardaggine.
D'altra parte dare spazio non significa che ce ne laviamo completamente le mani. Vuol dire che ci siamo, ma senza stargli troppo addosso. Va bene, ma allora cosa facciamo? Dobbiamo trovare proprio questa via di mezzo. Ci sta bene se non vogliono parlare. Diamo fiducia, anche se dentro di noi siamo in agitazione. Dobbiamo essere consapevoli che la vicinanza non nasce solo dalla presenza fisica, ma anche da affidabilità, rispetto e interesse genuino.
Quindi. Come facciamo concretamente? Potremmo decidere insieme all'adolescente quello di cui ha bisogno da noi. Cosa è negoziabile e cosa no? Cosa significa libertà per loro, cosa significa per noi? E cosa vuol dire assumersi delle responsabilità? Se le ragazze e i ragazzi sanno a che punto del loro percorso sono e se noi stabiliamo dei limiti e troviamo insieme a loro degli accordi, si sentono più sicuri. Anche se lo ammettono di rado.
E poi dobbiamo semplicemente sopportare. Sopportare che dicano parolacce quando parlano con noi. Sopportare che a volte sappiano tutto e meglio di noi. Sopportare quando sono in giro da soli e rientrano a casa tardi (un incubo! Lo so!). E sopportare che abbiano bisogno di noi, anche se a questa età lo dimostrano in modo diverso.
Creiamo vicinanza con piccoli rituali. Con una cena insieme. Un viaggio in due. E anche con la frase: «Ci sono se hai bisogno di me.»
Dobbiamo essere consapevoli che lo spazio personale non significa interrompere una relazione. È più una questione di fiducia anticipata. E questo dimostra che: crediamo in loro. Anche se non sanno ancora tutto. Anche se in questo momento ci trovano pesanti. Noi ci siamo.
Quindi, quando molliamo la presa, non è un voltare le spalle, ma una silenziosa prova del nostro amore incondizionato. Un segno di fiducia. E un grande passo verso l'età adulta – per entrambe le parti.